Basilica di San Martino Vescovo - Magenta (MI)
San Martino: soldato, sacerdote, vescovo
Stazione VII
Stazione VIII
Stazione VI
Stazione IX
Stazione V
Stazione IV
Stazione XI
Stazione XII
Stazione III
Stazione XIII
Stazione II
Stazione I
ADORAZIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO
MADONNA TRA GLI ANGELI
Crocifissione con San Francesco, Maria Maddalena e la Vergine Maria
SANTA CRESCENZIA MARTIRE
Stazione XIV
Dipinto murale Affresco - LEONE XIII ISTITUISCE LA PIA UNIONE DELLA SACRA FAMIGLIA
Dipinto murale - San Martino dona il mantello al povero
Soffitto Affrescato:
Stazione X
Serie di 24 misteri astili di contorno alla croce processionale del venerdì Santo
Autore ignoto, sex. XVIII, cm 65x541. L'ULTIMA CENA 2. IL MISTERO EUCARISTICO 3. LA BORSA DEI TRENTA DENARI 4. LA VESTE DI CRISTO AL GETSEMANI 5. LA SPADA DI PIETRO AL GETSEMANI 6. LA MANO CHE COLPI' GESU' DAL SOMMO SACERDOTE 7. IL GALLO DEL TRADIMENTO DI PIETRO 8. GLI STAFFILI DELLA FLAGELLAZIONE 9. LE VERGHE DELLA FLAGELLAZIONE 10. LA CORONA DI SPINE 11. LA COLONNA DELLA FLAGELLAZIONE 12 BROCCA CON BACILE 13. LA CROCE 14. L'ICONA DELLA VERONICA 15. I DADI 16. LA VESTE DI CRISTO AL CALVARIO 17. LE TENAGLIE ED IL MARTELLO 18. I CHIODI 19. LA SPUGNA 20. LA CROCE CON IL DRAPPO BIANCO 21. LA LANCIA 22. IL CRISTO NEL SEPOLCRO 23. LA SCALA DELL'ASCENSIONE 24. PORTA LUMINO
Croce processionale del Venerdì Santo
ENTRA NELL'ORGANO!
Visita il sotto tetto!
La navata centrale
Visita l'organo
Le canne dell'organo
L'organo
Il sottotetto
Sali sulla cupola
Torna all'ingresso della Basilica
Navata centrale
Sali sulla cupola
Paliotto
Scendi dalla cupola
Fonte Battesimale
I Profeti
San Francesco - Alcide Davide Campestrini - 1911 - olio su tela
Altare
Altare della Madonna
URNA DI SANTA CRESCENZIA
Tabernacolo - dettaglio
SANT'AMBROGIO
SAN MARTINO
Sali sull'altare
Sali sul pulpito
Sali sul pulpito
La Nascità della Basilica
Magenta tra Ottocento e Novecento: dalla campagna alla fabbrica
Dalla Pieve di Corbetta al Decanato di Magenta
L'Altare Maggiore pre-conciliare: teologia scolpita nel marmo
L'architettura neo-rinascimentale e i vincoli progettuali
La facciata: un 'catechismo scolpito'
Dieci anni di cantiere: problemi strutturali e soluzioni ingegneristiche
La prima Messa e la consacrazione solenne
Il progetto mai realizzato: la 'Chiesa-Sacrario'
Il presbiterio conciliare: celebrazione e partecipazione
La cupola: Spirito Santo, Profeti ed Evangelisti
Il battistero: porta della vita cristiana
Santa Crescenzia: patrona e martire
Gli affreschi narrativi: San Martino e la carità
L'organo monumentale: 200 anni di tradizione organaria
Le cappelle laterali e la Via Crucis
Il campanile e il linguaggio delle campane
La Basilica come 'casa-chiesa'
Il Centenario (2003): memoria e futuro
I prevosti Tragella e Crespi: costruttori di comunità
La battaglia del 1859 e il colore 'magenta'
Il tabernacolo e la custodia eucaristica
Il titolo di Basilica Minore e i riconoscimenti
Un monumento nato dalla fede di un popolo
Toccata e Fuga in Re Minore di Bach | Maestro Carlo Tunesi
La Porta Santa: soglia di misericordia e arte
Stazione VII
Stazione VIII
Stazione VI
Stazione IX
Stazione V
Stazione IV
Stazione XI
Stazione XII
Stazione III
Stazione XIII
Stazione II
Stazione I
Stazione XIV
Dipinto murale - San Martino dona il mantello al povero
Soffitto Affrescato:
Stazione X
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L'organo
Navata centrale
Paliotto
Altare
Altare della Madonna
Tabernacolo - dettaglio
SANT'AMBROGIO
Autore ignoto – 1856 e 1929 – statua in rame e vetrata
Originario di Augusta Treverorum (oggi Treviri, in Germania), funzionario dell’impero romano, Ambrogio nel 374 venne eletto vescovo di Milano per volontà del popolo. Predicatore carismatico e grande riformatore, amato e stimato dai milanesi, divenne patrono della città di Milano e della Chiesa “ambrosiana”.
La statua che presentiamo fa parte di una serie di quattro acquistate nel 1856 dal parroco Giardini per abbellire la vecchia prepositurale di San Martino.
I documenti originali parlano di statue in “rame inargentato”, probabilmente fatte dorare con la successiva collocazione in basilica. Vengono citati anche i nomi dei santi vescovi rappresentati: insieme a sant’Ambrogio troviamo san Carlo Borromeo e san Galdino della Sala (compatroni di Milano) e il patrono di Magenta san Martino.
Le statue, a grandezza naturale, sono raffigurate con abito vescovile, il pastorale nella mano sinistra e indossano la croce pettorale che custodisce all’interno una reliquia. Attualmente vengono poste a decoro dell’altare maggiore in basilica nei giorni di festa solenne.
A parte san Carlo, riconoscibile dagli inconfondibili tratti somatici, gli altri tre avendo il volto di fantasia sono difficilmente individuabili. Possiamo identificare Ambrogio nel vescovo rappresentato con il libro nella mano destra essendo l’unico dei quattro ad avere il titolo di Dottore della Chiesa.
SAN MARTINO
Pietro Zucchi – 1871, lamiera sagomata e sbalzataQuesta statua fa parte di una coppia che fu commissionata dal parroco don Carlo Giardini e dalla fabbriceria all’artista milanese Zucchi. Insieme alla statua del santo Patrono fu fatta realizzare anche quella raffigurante santa Crescenzia, la “particolare Protettrice” dei magentini. Le statue, che oggi troviamo esposte nella seconda sacrestia della basilica, servivano ad abbellire la vecchia Prepositurale e furono posizionate all’interno di due grandi nicchie poste probabilmente all’ingresso della chiesa o ai lati del presbiterio. Non abbiamo documentazione in merito alla collocazione originale. In archivio, però, è conservata la ricca raccolta delle lettere intercorse tra le due parti dove si specificano dimensioni, materiali da utilizzare, colore, condizioni per il trasporto e la messa in opera. Le statue furono realizzate con lamiere di rame, zinco e ottone. Come colore di finitura l’artista propose il bianco (per imitare il marmo) o il verde-rame (a imitazione del bronzo): prevalse quest’ultimo. Oggetto di discussione fu anche il compenso: i committenti da una parte che chiedevano di abbassare e l’artista dall’altra che giustificava il lavoro e il costo dei materiali. Più volte venne espressamente richiesto che il retro delle figure, non visibile nella nicchia, fosse lasciato aperto e non rifinito. Questo comportava un notevole risparmio di materiale e di manodopera con conseguente ridimensionamento del prezzo. Mentre per santa Crescenzia non ci furono dubbi nel richiederla abbigliata “alla foggia romana dei primi secoli della Chiesa”, per san Martino inizialmente era prevista la realizzazione con “abito pontificale” da vescovo di cui conserviamo il bozzetto. Si decise invece di raffigurarlo vestito da soldato, cioè nell’iconografia più classica del taglio del mantello. Eccolo allora rappresentato con la divisa da soldato romano, la spada sguainata nella mano destra e nella sinistra il mantello appena tagliato. L’elmo è posto ai suoi piedi, a significare il cambiamento radicale che era in atto in lui. Donando il mantello, infatti, Martino nel povero incontrò Cristo, che ritroverà di lì a poco nell’episodio che gli ha realmente cambiato la vita, il Battesimo.
La Nascità della Basilica
La decisione di erigere la nuova Prepositurale a Magenta nasce alla fine dell’Ottocento per motivi sia pratici che simbolici. L’incremento demografico degli ultimi decenni del secolo aveva reso l’antica parrocchiale insufficiente; inoltre quest’ultima era collocata ai margini del borgo e risultava scomoda da raggiungere. Don Cesare Tragella, prevosto di Magenta, promosse dunque la costruzione di una chiesa più ampia e funzionale che potesse anche ricordare i Caduti della Battaglia del 1859 — un evento che aveva segnato profondamente la comunità locale e l’identità civica della città.Curiosità
La spinta alla costruzione non fu solo “dall’alto”: la popolazione contribuì attivamente, sia economicamente che con mano d’opera gratuita, segno della forte partecipazione comunitaria.
Toccata e Fuga in Re Minore di Bach | Maestro Carlo Tunesi
Ammira l’organo storico della Basilica di San Martino Vescovo di Magenta (MI) con la magistrale esecuzione della Toccata e Fuga in Re Minore di Bach a cura del Maestro Carlo Tunesi.Lo strumento è opera della celebre famiglia Prestinari, organari attivi tra il Sette e l’Ottocento, trasferitisi a Magenta nel 1821. L’organo fu commissionato nel 1858, inaugurato nel 1860 dal Maestro Polibio Fumagalli e trasferito nella nuova basilica nel 1904.
Restaurato tra il 1986 e il 1991, conserva intatta la sua sonorità originale e la tecnica costruttiva italiana tradizionale, rappresentando un patrimonio storico e musicale di grande valore.
- Compositore: Johann Sebastian Bach
- Organo storico della Basilica di San Martino Vescovo, Magenta (MI)
- Magenta, Milano
Questo video è stato realizzato con Insta X5 nell’ambito del progetto di virtualizzazione 3D della basilica, offrendo una prospettiva unica tra musica sacra, arte e architettura.